Venere e Adone

(siamo della stessa mancanza di cui son fatti i sogni)

Roberto Latini/Fortebraccio Teatro

Giovedì 3 giugno ore 20, 21, 22*

Salaborsa
Piazza del Nettuno, 3 Bologna
INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE

Venerdì 4 giugno ore 18 e ore 20

Villa Salina Malpighi
Via Galliera 2, Castel Maggiore BO
BIGLIETTO UNICO EURO 5

e con Roberto Latini
musica e suono Gianluca Misiti
luce Max Mugnai
costume Gianluca Sbicca
scena Marco Rossi
produzione Compagnia Lombardi Tiezzi

venere e adone

Roberto Latini ha risposto all’invito di Epica Festival di pensare a una performance sul senso del teatro e dell’arte componendo Venere e Adone (siamo della stessa mancanza di cui son fatti i sogni). Intercetta frammenti di immaginario (da Shakespeare a Tiziano, Rubens, Canova, Carracci, Ovidio) che attraversano il mito nell’arte, declinando forme e sostanze.

In tutti, una sospensione, un respiro-fotogramma, solo, fermato, definito, come a impedire che il racconto si possa compiere nel finale che già sappiamo.
In uscita da questo tempo immobile, mi piace riferirmi allo stesso argomento che scelse Shakespeare quando i teatri a Londra nel 1593 furono chiusi per la peste: Venere e Adone.
L’amore terrestre e quello divino nel disarmo di un destino ineluttabile.
Voglio smettere lo spettacolo, o la proposta che gli farebbe il verso, a favore di un materiale in movimento, incessante, fluido. Provare ad aprire al pubblico l’impreparazione del processo creativo, non alcuna pretesa di prodotto finito. Immagino percorsi senza tappe, oppure immagini senza continuità. Di versi dispersi.
La scena suggerisce la creazione, eppure non l’afferra, lasciandosi ciclicamente contemplare o collocare altrove.
È forse la speranza che si possa vincere il destino, dando all’Arte il compito di sfidare il tempo e trattenerlo.
Sospenderci nella tenerezza. Venere e Adone è la storia di ferite mortali, di baci sconfitti che non sanno, non riescono a farsi corazza, difesa.
Anche Amore non può nulla. Anche Amore è incapace; è sfinito, è logoro, è vecchio. Sconfitto.
Cadendo, comunque, fa un volo infinito.

Roberto Latini

Per prenotare scrivere a

info@epicafestival.it

oppure al 3338839450 (anche sms o WhatsApp)

Roberto Latini, attore, autore e regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di Ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, dove si è diplomato nel 1992. Tra gli altri, ha ricevuto il Premio Sipario nell’edizione2011, il Premio Ubu 2014 come Miglior Attore e il Premio della Critica 2015. Direttore del Teatro San Martino di Bologna dal 2007 alla primavera del 2012, è il fondatore della compagnia Fortebraccio Teatro. Ha ricevuto il Premio Ubu 2017 come Miglior Attore o Performer per lo spettacolo Cantico dei Cantici.